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Anticipo scolastico si o anticipo scolastico no?

“Mio figlio è nato a febbraio, vorrei fargli fare l’anticipo scolastico, con i bambini di 3 4 e 5 anni. Però non ha ancora raggiunto il controllo sfinterico, usa sempre il ciuccio, non parla e ha bisogno di un rapporto uno a uno. Come possiamo fare? In due settimane facciamo tutto vero? Cosi non pago una retta di un nido e posso andare a lavorare”

Ovviamente questa frase è una provocazione molto estremizzata, che però raggruppa una serie di conversazioni che ho avuto con diversi genitori negli anni, interessati alla mia opinione sull’argomento. 

Prima di tutto bisogna fare chiarezza: l’anticipo scolastico è riferito a tutti quei bambini che possono frequentare la scuola dell’infanzia, perché  compiono i tre anni di età entro il 30 aprile dell’anno scolastico di riferimento. Questo  vuol dire che saranno inseriti in classi spesso numericamente importanti (ricordiamo che il rapporto numerico nella fascia 3 – 6 e di un’insegnante ogni 28 bambini) con una proposta formativa spesso non adatta alle loro competenze ed esigenze.

Cosa ne pensiamo noi del Pollicino? Sni. Non siamo ne contrarie a priori ma neanche favorevoli. Perché? Semplice, noi non crediamo che una legge possa essere applicata a tutti i bambini solo considerando la data di nascita. Ogni bambino è a se, segue la sua linea di sviluppo, raggiunge le le varie autonomie con i suoi tempi. Capita di frequente, purtroppo, che venga fatta una corsa contro il tempo: in un mese si leva pannolino, ciuccio, oggetti transizionali e si stravolgono abitudini e routine dal giorno alla notte senza dare troppe spiegazioni. 

E allora cosa fare? Come possiamo capire se un bambino sia o meno pronto a questa vita? 

A mio avviso dovremmo tutti fermarci un secondo pensare, riflettere e soprattutto OSSERVARE, in quanto spesso e volentieri la risposta a questa domanda è davanti ai nostri occhi, basta volerla vedere. Di fatto, la legge tiene conto solo dell’età anagrafica, quando sarebbe fantastico poter vivere uno 0/6 basato e pensato sul bambino e le sue competenze. In 10 Anni e più che faccio questo lavoro ho visto bambini di due anni e mezzo andare all’infanzia, con scarse capacità comunicative e poca autonomia,  mentre altri bambini che non rientravano nel range 1 gennaio 30 aprile, essere decisamente più svegli, con proprietà di linguaggio pazzesche e totalmente autonomi dover rimanere al nido, perché nati magari il 2 maggio. Io invito sempre i genitori che mi parlando di anticipo a prestare attenzione a tutti vari traguardi di sviluppo raggiunti dal proprio figlio e di non soffermarsi al solo“ah ma ha levato li pannolino allora può andare”. C’è molto da cogliere, soprattutto a livello emotivo e psicologico. Non tutti a settembre sono pronti a fare il salto, soprattutto se nei primi due anni di vita non si è vissuto un contesto educativo adeguato alla loro età. Se dopo un’attenta osservazione e facendo tutte le considerazioni del caso, la risposta alle nostre domande è sì, allora è giusto che lui vada avanti e segua la sua linea di crescita e se questo, in un futuro, potesse essere applicato anche al bambino nato il 2 maggio, vorrebbe dire che il mondo sta cambiando e che c’è speranza di creare una scuola migliore. 

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Maestra Elisa

News, Pollicino

Grazie piccoli miei.

“Non ti auguro un DONO qualsiasi, ti auguro soltanto quello che i più non hanno. 
Ti auguro TEMPO, per DIVERTIRTI e RIDERE; se lo impiegherai bene, potrai ricavarne qualcosa.
Ti auguro TEMPO, per il TUO FARE e il TUO PENSARE,
non solo per te stesso, ma anche per donarlo agli ALTRI.
Ti auguro TEMPO, non per affrettarti e correre,
ma tempo per ESSERE CONTENTO.
Ti auguro TEMPO, non soltanto per trascorrerlo,
ti auguro tempo perché te ne RESTI:
TEMPO per STUPIRTI e TEMPO per FIDARTI
e non soltanto per guardarlo sull'orologio.
Ti auguro TEMPO per CONTARE LE STELLE
e TEMPO per CRESCERE, per MATURARE.
Ti auguro TEMPO, per SPERARE NUOVAMENTE e per AMARE.
Non ha più senso rimandare.
Ti TEMPO tempo per TROVARE TE STESSO,
per vivere ogni tuo GIORNO, ogni tua ORA come un DONO.
Ti auguro TEMPO anche per PERDONARE.
Ti auguro di avere tempo,
TEMPO PER LA VITA.” (Elli Michler)

Quest’anno il momento dei saluti è veramente difficile. Si chiude un ciclo, che è durato sei anni, esattamente gli stessi anni che ha il mio Pollicino. Quest’anno uscite voi, voi che siete arrivati qui che non sapevate ancora stare seduti, ne gattonare e neanche camminare. Siete cresciuti con me, siamo cresciuti insieme.

VOI mi avete insegnato talmente tanto che l’unica cosa che posso dirvi è GRAZIE splendidi BAMBINI, e GRAIZE anche alle vostre meravigliose FAMIGLIE. 

GRAZIE per la fiducia;

GRAZIE per i rimproveri e le puntualizzazioni;

GRAZIE per le risate;

GRAZIE per i sorrisi;

GRAZIE per tutto il sostegno ;

GRAZIE per le serate, le cene e gli aperitivi.

Ma soprattutto GRAZIE per aver creduto in me, nel mio progetto in continua mutazione, per aver creduto nelle mie scelte e nelle persone che ho scelto. GRAZIE per aver fatto parte di questa famiglia. Senza di voi, a quest’ora noi non saremo qui. 

La vostra Maestra Elisa.