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Grazie piccoli miei.

“Non ti auguro un DONO qualsiasi, ti auguro soltanto quello che i più non hanno. 
Ti auguro TEMPO, per DIVERTIRTI e RIDERE; se lo impiegherai bene, potrai ricavarne qualcosa.
Ti auguro TEMPO, per il TUO FARE e il TUO PENSARE,
non solo per te stesso, ma anche per donarlo agli ALTRI.
Ti auguro TEMPO, non per affrettarti e correre,
ma tempo per ESSERE CONTENTO.
Ti auguro TEMPO, non soltanto per trascorrerlo,
ti auguro tempo perché te ne RESTI:
TEMPO per STUPIRTI e TEMPO per FIDARTI
e non soltanto per guardarlo sull'orologio.
Ti auguro TEMPO per CONTARE LE STELLE
e TEMPO per CRESCERE, per MATURARE.
Ti auguro TEMPO, per SPERARE NUOVAMENTE e per AMARE.
Non ha più senso rimandare.
Ti TEMPO tempo per TROVARE TE STESSO,
per vivere ogni tuo GIORNO, ogni tua ORA come un DONO.
Ti auguro TEMPO anche per PERDONARE.
Ti auguro di avere tempo,
TEMPO PER LA VITA.” (Elli Michler)

Quest’anno il momento dei saluti è veramente difficile. Si chiude un ciclo, che è durato sei anni, esattamente gli stessi anni che ha il mio Pollicino. Quest’anno uscite voi, voi che siete arrivati qui che non sapevate ancora stare seduti, ne gattonare e neanche camminare. Siete cresciuti con me, siamo cresciuti insieme.

VOI mi avete insegnato talmente tanto che l’unica cosa che posso dirvi è GRAZIE splendidi BAMBINI, e GRAIZE anche alle vostre meravigliose FAMIGLIE. 

GRAZIE per la fiducia;

GRAZIE per i rimproveri e le puntualizzazioni;

GRAZIE per le risate;

GRAZIE per i sorrisi;

GRAZIE per tutto il sostegno ;

GRAZIE per le serate, le cene e gli aperitivi.

Ma soprattutto GRAZIE per aver creduto in me, nel mio progetto in continua mutazione, per aver creduto nelle mie scelte e nelle persone che ho scelto. GRAZIE per aver fatto parte di questa famiglia. Senza di voi, a quest’ora noi non saremo qui. 

La vostra Maestra Elisa. 

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Gita scolastica? Noi diciamo si!

“A Venezia? Voi con i bambini? Ma siete matte??” 

“Coraggiose, siete veramente coraggiose!”. 

Queste ed altre frasi molto simili, ci sono state dette ogni qualvolta raccontavamo a genitori, amici o parenti l’uscita didattica che avevamo programmato per quest’anno, ovvero visita guidata del museo di Storia Naturale di Venezia, e giro culturale per la città, con meta finale Piazza San Marco e ritorno in vaporetto.

Coraggiose, incoscienti, sicure di noi: non so quale sia l’aggettivo che ci può descrivere meglio, probabilmente un mix di tutti e tre, ma la cosa fondamentale era la consapevolezza delle nostre capacità ma soprattutto di quelle dei nostri bambini e la fiducia che riponiamo in loro. Loro ci hanno seguito ciecamente, senza creare nessun tipo di “problema” o preoccupazione. 

É stato veramente emozionante poter vivere assieme a loro questa esperienza: bambini che guardano con occhi pieni di curiosità questa città ricca di spunti in ogni angolo, di bellezze, di arte, di storia e soprattutto di piccioni, la cosa che più ha attirato l’attenzione dei i nostri viaggiatori! Si, li chiamo viaggiatori, perché il nostro è stato un vero è proprio viaggio, scelto e organizzato con cura, studiato in ogni minimo dettaglio; Maestra Elisa si è fatta qualche giro extra per Venezia, per vedere tutte le eventuali criticità della città, contando quanti ponti bisognava fare, quanti chilometri totali si dovevano percorrere (e se erano fattibili per dei bambini dai 4 ai 6 anni), ogni quanto poteva esserci un bar, bagno o posto dove fermarsi in caso di bisogno. L’altra parte organizzativa invece l’abbiamo fatta nel nostro a Asilo, preparando i bambini, spiegando dove saremo andati, uscendo nel territorio in modo tale che loro imparassero a camminare in compagnia e ad ascoltare attentamente la propria maestra. Tutto questo è fondamentale per poter fare delle uscite, creare un gruppo forte e solido e lavorare e credere nelle competenze del gruppo classe. 

Poi ci sono loro, i bambini, ai quali quando abbiamo detto “Andiamo in gita e vi portiamo nella città dove non ci sono ne macchine, ne bici, ne strade, ne asfalto, ma solo ponti, acqua e barche”, hanno avuto un’esplosione di gioia e felicità assurda. Perché di fatto, siamo sinceri: per i bambini ciò che conta è stare assieme fuori dall’ambiente usuale dell’aula, non importa dove, come e perché: visitare un posto nuovo, essere indipendenti dai genitori, avere il loro zainetto, il pranzo al sacco, poter mangiare anche delle leccornie che solitamente sono “proibite” li rende felici perché riescono ad assaporare quel senso di libertà che provano fuori dalle mura di scuola e che li fa sentire decisamente più grandi, almeno per quel giorno. 

Per me, per noi, per il Pollicino le gite sono qualcosa di fondamentale e per questo motivo noi continueremo sempre e comunque a dire si!

Maestra Elisa 

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L’educazione Silenziosa.

L’educazione Silenziosa è IL LIBRO che mancava alla attuale comunità educante. 

Elisa Pierri, autrice del libro amica e collega che ammiro e stimo profondamente, racconta in maniera molto coinvolgente, semplice ed intuitiva questo nuovo modo di vivere la scuola, più nello specifico il suo servizio sperimentale 0/6 “Il mio Nido” con sede a Treviglio. 

Nel nostro mondo della prima infanzia, di libri ce ne sono a centinaia, ma nessuno così. Si parte da altri presupposti, che non sono sempre gli stessi e che si ripetono in continuazione in tutti i testi universitari e non. In questo libro potrete leggere di come il bambino è veramente al centro, e di come prende finalmente vita anche un altro aspetto importantissimo e troppo sottovalutato nel nostro campo: la composizione di ambienti e spazi. L’attenzione che viene posta a quest’ultimi,  creati e pensati per ogni fascia d’età e, alle volte, realizzati anche dai bambini stessi, è veramente qualcosa di bello. Come dice Elisa nel libro: “l’ambiente è il terzo educatore” e, troppo spesso, questo viene decisamente sottovalutato.

Elisa Pisani

Per acquistare il libro vi invito ad andare nel sito http://www.elisapierri.it.