L’ambientamento (pre o post covid, alcune cose non cambiano mai)

 

L’ambientamento.

Che cosa si intende per ambientamento o più comunemente chiamato inserimento?

È quel periodo di tempo nel quale un bambino e la sua famiglia (primo elemento importantissimo che viene spesso dimenticato, non si inserisce solo il bambino, ma anche il caregiver familiare) viene inserito in una comunità educativa, sia essa nido o scuola dell’infanzia. 

Questo periodo è molto delicato, e va studiato con cura e attenzione, ma senza doverlo vivere con ansia o estrema preoccupazione. Ci sono vari stili di ambientamento, ogni struttura deciderà quale applicare in base alle proprie credenze e conoscenze psicopedagogiche. Ma come possiamo fare in modo che esso avvenga nel miglior modo possibile? Noi del Pollicino seguiamo poche ma semplici regole, che pensiamo siano la base di un ottimo inserimento, e per il momento i fatti ci stanno dando ragione.

In primo luogo, nel momento in cui i genitori vengo a conoscerci e a prendere informazioni su di noi, spieghiamo come affrontiamo questo periodo: ovviamente se vi trovate davanti una famiglia che ha deciso che vuole fare l’inserimento in 3 giorni, e ve lo chiede con insistenza, partiamo già con il piede sbagliato se non è la vostra metodologia, e di sicuro non è la nostra, si rischia di compromettere il primo impatto che il bambino avrà con il contesto scolastico.

Quindi? Come facciamo? La base di partenza è sempre la seguente: ogni bambino è a se, ogni bambino ha modi e tempi diversi, ogni bambino è unico. Possiamo parlare di una media di circa due settimane di inserimento: alle volte ci bastano veramente solo 3/4 giorni, altre volte abbiamo prolungato la presenza del genitore oltre le 3 settimane. Quindi ripetiamolo tutti assieme: ogni bambino ha bisogno dei suoi tempi.

L’unica cosa uguale per tutti, sono i primi due giorni: il primo giorno si sta insieme un’oretta, dalle 09.30 alle 10.30, si chiacchiera assieme, si conosce il bambino e si conosce sopratutto la mamma o il papà, con i quali iniziamo ad instaurare un rapporto di fiducia e di collaborazione.

Finita la nostra oretta assieme, ci salutiamo dandoci appuntamento al giorno seguente. Il secondo giorno, l’orario di permanenza all’intento della nostra struttura è sempre di circa un’oretta, ma questa volta dopo un po’ proviamo a fare il primo distacco: solitamente invitiamo la mamma o il papà ad andare a prendere un caffè, o lo beviamo insieme in ufficio, e vediamo come si reagisce il bambino, che strategia utilizza per consolarsi, se ricerca l’adulto, se vuole fare da solo, se cerca gli amici.

In base a come va questo primo allontanamento, decideremo come procedere nei giorni successivi: ovviamente se abbiamo bambini con pianti disperati e difficilmente consolabili, si andrà per piccoli passi, ma se abbiamo bambini sereni e tranquilli prolungare troppo l’inserimento rischia di essere controproducente.  

Come chicca in più per preparare i bimbi a questa avventura del nido ( o alla scuola dell’infanzia), consegnamo alle nostre famiglie un libretto, scritto da Elisa Pierri “Mamma, poi torni?”. È un libretto molto coccolo, con il colore della lavanda che richiama tranquillità, e che può essere anche profumato grazie ad un piccolo cuoricino di stoffa al suo interno (alcuni cuoricini sanno già di lavanda, altri sono sono neutri se si vuole dare il proprio profumo). Se volete lo potete trovare e ordinare su http://www.elisapierri.it

E ora che c’è il covid cosa cambia? A livello pratico niente in realtà, a parte l’utilizzo della mascherina. A livello emotivo forse siamo tutti un po’ più carichi e fragili, quindi quest’anno dovremmo prestare particolare attenzione al nostro stato emotivo, e cercare di arrivare sereni e tranquilli, perchè si, i bambini lo sentono se non lo siamo ( sia educatori, che mamme e papà).

Anche l’ambientamento è una esperienza, da fare, da vivere, che  sarà piena di mille emozioni! Ma se fatto bene, sarà un ricordo bellissimo da conservare per la vita. 

Maestra Elisa