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Potrebbe succedere anche a te.

Purtroppo è successo ancora. Purtroppo nuovamente un bambino è stato dimenticato in auto. Come spesso accade, quando succedono queste disgrazie, si leggono commenti che lasciano abbastanza basiti: “Che padre sconsiderato” “Ma come hai potuto farlo” “A me non sarebbe mai  successo! Amo troppo mio figlio per avere una mancanza del genere” Ed eccola là, la frase pericolosa, A ME NON SAREBBE MAI SUCCESSO. 

Purtroppo non è vero, potrebbe succedere a chiunque, anche al genitore più attento. Perché? Perché viviamo in una società che ci obbliga ad essere super impegnati, con mille cose per la testa, mille scadenze, mille preoccupazioni. Questa “dimenticanza” ha un nome e si chiama Amnesia Dissociativa, ed è associata ai Disturbi Dissociativi (DSM V)“la cui manifestazione principale consiste in uno o più episodi di incapacità a ricordare dati personali importanti, di solito di natura traumatica o stressogena, che risulta troppo estesa per essere spiegata come banale tendenza a dimenticare.”

È bene quindi prestare attenzione ai possibili segnali che la precedono come: 

  • molto stress e stanchezza mentale e fisica; 
  • difficoltà di concentrazione; 
  • difficoltà nel dormire ed estrema irritabilità; 
  • propensione a svolgere azioni automatiche.

Nel nostro piccolo, possiamo adottare dei banali trucchetti che possono interrompere questa forma di amnesia: mettere borse o zaini vicino al seggiolino; parlare o cantare con i bambini durante il viaggio; mettere sul sedile davanti qualcosa che ricordi il bambino (come un suo ciuccio o un pupazzetto) utilizzare dei seggiolini con un sensore anti abbandono.  Inoltre sarebbe sempre bene informarsi se gli asili nido e le scuole dell’infanzia dove portate i vostri bambini, utilizzano app o protocolli interni in caso di assenza dello stesso non giustificata.  Come comunità dovremmo aiutarci sempre. Buttiamo un occhio dentro le macchine dove vediamo dei seggiolini, chiediamo alla nostra collega o al nostro collega come sta il suo bambino (sopratutto nei periodo nei quali li vediamo particolarmente provati). Alle volte, una parola e uno sguardo in più, possono fare la differenza.

Queste morti sono evitabili ma, dato che purtroppo succedono ancora, cerchiamo di non giudicare e scagliarci contro questi genitori. Quante volte vi è successo di fare in automatico una strada? E “risvegliarvi” pochi secondi dopo e dire, “ma cosa ci faccio qui”? O fare delle azioni meccaniche senza pensarci? Ecco, vedete? È per questo che potrebbe succedere anche a voi. 

Maestra Elisa

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